L’imballaggio ideale per la globalizzazione

Maggio 2, 2019

La prima nave carica di container ha attraccato in un porto europeo, il porto di Brema , a maggio 1966 : la MS Fairland della compagnia marittima di Malcom McLean, trasportava 226 container .

Oggi, circa il 95% del commercio mondiale viene trasportato via container.

La nascita del container

Era il 1913 nella città statunitense di Maxton ,quando nasce Malcom McLean che incarna il tipico sogno americano : fonda con i fratelli, dopo una breve carriera come benzinaio, una società di autotrasporti di cui è l’unico autista . Al volante del suo camion è però seccato dai lunghissimi tempi di attesa nei porti marittimi : per lo scarico di una nave si impegnano 60 uomini che impiegano una intera settimana.

E’ probabile che il giovane McLean inizi a pensare a come accelerare carico e scarico delle navi durante queste lunghe attese. All’inizio ha l’idea di caricare l’intero camion sulla nave . L’ ideale , pensa subito dopo , sarebbe poter caricare sulle navi scatole di metallo della stessa misura standard , che poi vengano sollevate e deposte su camion o treni merci che attendono nel porto di destinazione.

Il concept del container è nato e McLean cerca finanziamenti per il suo modello di business ma non riesce a trovare uno sponsor e si ferma.

Il BIC trova il container troppo costoso

Uno dei motivi del fallimento di McLean potrebbe esser dovuto al Bureau Internationale de Container -BIC- con sede a Parigi , che nel 1933 aveva dichiarato il trasporto di container impraticabile. Gli esperti del BIC ritenevano che dover sviluppare nuove gru, camion e container rendesse troppo costoso l’innovativo trasporto di container.

Innovazione

A quanto pare McLean non pensa troppo all’opinione della burocrazia, pensa molto di più alla sua idea. Così 20 anni dopo, nel 1955 acquista una piccola compagnia di navigazione e contro la resistenza dei sindacati, che temono per i posti di lavoro nel porto, trasforma una nave cisterna nella prima nave container.

E’ la Ideal-X che con a bordo 58 container, parte il 26 aprile 1956 da Port Newark, nel New Jersey e sei giorni dopo attracca al porto di destinazione di Houston, in Texas. Lo scarico non richiede diversi giorni come al solito, ma è completato in poche ore. E McLean ha ottenuto un risparmio del 90% .

I container hanno anche protetto il carico da vento, intemperie e ladri , molto meglio dei precedenti imballaggi . E si valuta che una nave portacontainer possa caricare circa tre volte di più di un mercantile convenzionale. I vantaggi sono enormi.

Dopo un solo decennio sono 171 le navi portacontainer che battono bandiera USA.

Conclusione: la globalizzazione alimentata dai container è diventata ancora più intelligente

Il container ha reso possibile la globalizzazione e l’ha alimentata ulteriormente: con l’aumentare della capacità di carico delle navi i costi di trasporto hanno continuato a diminuire.

Il container è adesso anche intelligente : può , dotato di sensori e collegato in rete grazie a un’unità di comunicazione , monitorare il contenuto in modo indipendente, segnalare incidenti e annunciare la sua posizione , oltre a produrre documenti doganali autonomamente.

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